Carrier IQ, l’FBI e la necessità di una Telematica Trasparente

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L’FBI ha formalmente rifiutato di fornire informazioni riguardanti l’utilizzo del software Carrier IQ, dicendo che fornire tali informazioni potrebbe interferire con operazioni in corso.

Di per sé, questo non è ,come Forbes ha giustamente sottolineato, una conferma automatica che Carrier IQ è usato come spyware per controlli di polizia su milioni di telefonini. L’FBI potrebbe anche aver rifiutato di fornire quei dati perchè chi è oggetto delle sue indagini è… la stessa Carrier IQ.

Da parte sua, Carrier IQ ha risposto che non ha mai fornito dati di milioni di utenti telefonici all’FBI anche perché, se l’agenzia federale li volesse, potrebbe e dovrebbe chiederli direttamente a tutti gli operatori telefonici che li raccolgono usando il software dell’azienda.

Anche se finora, in questo caso particolare, non c’è stata nessuna violazione della privacy automatica e su larga scala, il modo in cui la storia si sta sviluppando mostra sia che la tecnologia per farlo è disponibile sia che, anche se non è certo una sorpresa, in casi come questi i cittadini non dovrebbero mai aspettarsi la massima trasparenza possibile da multinazionali e agenzie governative. È per questo che i sistemi per le telecomunicazioni private costruiti da zero per essere trasparente e sotto il totale e costante controllo dei loro utenti finali proprio sono necessarie.

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